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Gualdo al Re

Fin dai primi anni 2000, Barbara Tamburini è l’enologo che segue ogni operazione, in vigna come in cantina.
Rigore e passione, tenacia e sperimentazione contraddistinguono il suo lavoro, che ha infuso nei vini di Gualdo del Re un’anima cosmopolita eppure orgogliosamente toscana.

Icone di Gualdo del Re sono i cru dell’azienda: il Cabraia, un Supertuscan da uve Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon; il Gualdo del Re, Sangiovese in purezza e I’Rennero, Merlot vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali è la prima etichetta italiana a conquistare il podio del prestigioso concorso «Mondo Merlot» con cinque annate consecutive.

Fin dai primi anni 2000, Barbara Tamburini è l’enologo che segue ogni operazione, in vigna come in cantina.
Rigore e passione, tenacia e sperimentazione contraddistinguono il suo lavoro, che ha infuso nei vini di Gualdo del Re un’anima cosmopolita eppure orgogliosamente toscana.

Icone di Gualdo del Re sono i cru dell’azienda: il Cabraia, un Supertuscan da uve Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon; il Gualdo del Re, Sangiovese in purezza e I’Rennero, Merlot vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali è la prima etichetta italiana a conquistare il podio del prestigioso concorso «Mondo Merlot» con cinque annate consecutive.

Gualdo del Re coltiva circa 27 ettari di vigneto in località Notri, poco più a sud dello storico borgo di Suvereto dove il fiume Cornia si insinua tra i primi rilievi delle Colline Metallifere dando origine all’omonima Valle.
Un corpo unico di vigneti che analisi dei terreni e oculate scelte agronomiche hanno portato alla suddivisione in due zone distinte, dedicate rispettivamente ai vitigni a bacca rossa e ai vitigni a bacca bianca dell’azienda.
La parte meridionale dei vigneti, quella che guarda al fiume, è composta da terreni di origine alluvionale chiari e sciolti. È destinata alla coltivazione delle uve a bacca bianca – Vermentino e Pinot bianco – che qui si caratterizzano per la loro freschezza, intensità di profumi e buona complessità.

La parte settentrionale, figlia delle Colline Metallifere, presenta terreni dalla tipica colorazione ferrigna, con una struttura caratterizzata dalla presenza di pietra, argilla e limo. Terreni ideali alla coltivazione di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, che qui acquistano un particolare portamento nobile, di grande fascino, per l’unicità delle caratteristiche aromatiche e strutturali. In quest’area sono stati messi a dimora i vigneti che danno origine ai due Supertuscan dell’azienda: I’Rennero, pluripremiato Merlot in purezza e Cabraia, ottenuto da uve di Cabernet Franc e da una piccola quantità di Cabernet Sauvignon.

Gualdo del Re crede nella dimensione territoriale dei suoi vini, la cui espressione varietale si unisce alla capacità dell’enologo di dar forma a una narrazione coerente, in cui è riconoscibile l’identità dell’azienda.
Alla guida di questo delicato processo di corrispondenze, fin dal 2000 c’è Barbara Tamburini, winemaker di fama internazionale, premiata nel 2019 come Miglior Enologo d’Italia dalla Fondazione Italiana Sommelier.
La ricerca di un’identità toscana, anche nei vitigni internazionali, è la cifra della sua filosofia, che fonde sperimentazione e tradizione nel segno di una spiccata sensibilità alla piacevolezza.

Un legame con il territorio che si fonda sulla consapevolezza del grande potenziale qualitativo di Suvereto, su cui Barbara Tamburini ha agito nel segno della purezza. Merlot e Sangiovese, Vermentino e Pinot bianco, ma anche Pinot nero e Aleatico danno origine a vini monovarietali di immediata riconoscibilità ed eleganza, la cui complessità aromatica e struttura non prescindono mai dalla gioia di una beva piena e soddisfacente.

Barbara Tamburini

Finalista agli Oscar del vino «Miglior Enologo d’Italia» nel 2004, «Miglior Winemaker» nel 2007, «Miglior Enologo d’Italia» nel 2019. Barbara Tamburini è una delle winemaker più stimate d’Italia capace di unire una profonda conoscenza teorica del vino ad una spiccata sensibilità pratica, che la spinge tutti i giorni a scendere in vigna e a mettersi in gioco. Allieva di Vittorio Fiore, fin dal 2000 segue la cantina Gualdo del Re con un atteggiamento di costante ricerca e sperimentazione. A lei si deve l’intuizione di vinificare I’Rennero come Merlot in purezza a partire dalla vendemmia 2000, scoprendone le doti da fuoriclasse.

Dalle sue ricerche sul Pinot nero (con una tesi di laurea dal titolo “Valorizzazione del vitigno Pinot nero in Val di Cornia”) nasce l’affermazione sul territorio di Suvereto di questo vitigno, insolito per il luogo, e il suo inserimento tra le cultivar autorizzate in provincia di Livorno.

Nel 2015, Barbara Tamburini è stata incoronata «Regina del Merlot»: l’unica winemaker al mondo a classificare sette dei sui vini (di cui cinque diverse annate di I’Rennero) sul podio di Mondo Merlot in cinque edizioni consecutive.

Vigneti

Merlot e Sangiovese, Vermentino e Pinot bianco, ma anche Pinot nero e Aleatico danno origine a vini monovarietali di immediata riconoscibilità ed eleganza, la cui complessità aromatica e struttura non prescindono mai dalla gioia di una beva piena e soddisfacente.

Microclima

Tipico delle zone marittime.

Terreno

La parte meridionale dei vigneti, quella che guarda al fiume, è composta da terreni di origine alluvionale chiari e sciolti La parte settentrionale, figlia delle Colline Metallifere, presenta terreni dalla tipica colorazione ferrigna, con una struttura caratterizzata dalla presenza di pietra, argilla e limo.

Indirizzo:

Località Notri, 79 57028 Suvereto (LI) Toscana - Italia